Il mondo in un negozio antico

Arriva la primavera, prime giornate calde e soleggiate. E, data la collezione estiva di sciarpe, che si ispira e racconta di antichi mestieri, ormai dimenticati, avevamo già deciso il titolo, "Le antiche botteghe di Bologna". Un tour tra i vicoli per riscoprire la nostra tradizione, un omaggio alla città dove il brand è nato. Ma, in questo momento, anche se le giornate sono soleggiate, ma decisamente diverse da quelle che si sono verificate nelle sorgenti passate, abbiamo deciso di scrivere qualche parola sul significato dell'idea del negozio per noi, un valore storico indiscusso e da vedere per tutti.

 

Perché immaginiamo "il negozio" molto più di un'attività lavorativa o commerciale, la immaginiamo come una casa, un'estensione della propria casa, un luogo sicuro dove ogni piccolo angolo è un ricordo, sudore, ma anche un sogno e una passione. Perché pensandoci, il negozio ci ricorda un ambiente accogliente, quella sensazione di intimità e calore familiare. Quei posti dove si guardava fuori dalla porta per un saluto e sono entrati solo per una chiacchierata. Quel miscuglio di oggetti, di cui alcuni hanno faticato a capirne il significato, ma che sembravano mille invenzioni o tesori custoditi in uno scrigno. In queste stanze tutto, anche se non in ordine, anche se non pensato, anche se non studiato, sembra essere perfettamente e magicamente unito. Una vecchia bottiglia di colore verde con un'etichetta illeggibile che non era nemmeno una pozione di Harry Potter, bottiglie di inchiostri e vernici che ricordano la cera per sigilli arcani, scatole di latta rovinate e arrugginite che sembrano cofanetti, piccole parti e spazzatura che sembrano più amuleti...Quei luoghi dove nascono le idee, quelle creative, quelle della mente e quelle del cuore.

Piccole stanze, quasi anguste, ma che erano mondo intero.

Per partecipare alla prima fiera abbiamo incontrato un rilegatore. Abbiamo dovuto stampare e mettere una copertina importante sul nostro catalogo e ci avevano diretto a questo laboratorio - fino ad oggi la rilegatura è a metà strada tra una biblioteca e una copisteria, visitata per la maggior parte da studenti universitari che hanno bisogno di preparare la tesi - questo, tuttavia, era già visibile dall'ingresso che era uno di quelli "c'era una volta" negozi di stile. Entrando, l'odore della carta e l'odore della colla, come quello dei francobolli - che poi, i francobolli non odoravano, ma quando si doveva leccarli per attaccarli a una lettera o una cartolina che il gusto amaro evidentemente saliva alle narici. Sulle pareti, calendari anni '80 e prime pagine e ritagli di giornale, rigorosamente datati 1980, forse anche 1970. Attrezzi e attrezzi del mestiere qua e là, ormai rovinati, quasi di antiquariato, tipici di un artigiano che ha fatto delle sue mani il miglior strumento di lavoro. E poi carte, cartoncino, patinato, lucido, carta olandese, pergamena. Sfumature di bianco, avorio, giallastro e fogli di colore biscotto, intervallati da sfumature di marrone, come ottone, terracotta, ruggine e mattoni sulle coperture. E, tutt'intorno, scaffali di libri, volumi di enciclopedie, edizioni tascabili e manoscritte e pile e più pile di libri, avendo più la grazia di sculture piuttosto che il semplice valore di un accatastamento di testi posti l'uno sull'altro.

Quel rilegatore pensa di trattare i libri come gioielli e non ha torto. Accolto come se fosse entrato nella casa di un amico, un amico innamorato del suo lavoro che ti racconta dei suoi libri, l'ago e il filo con cui cuce con cura tutti i pacchetti di lenzuola, le coperte che deve pulire e ripristinare, ti consiglia e trasmette infettivamente ciò che per lui è gioia, è vita...

Entrare in un negozio significa quindi entrare in una piccola storia, una di quelle piccole storie quotidiane di luoghi ancora autentici, pieni di fascino, tradizione e insegnamenti. Significa conoscere, immaginare cosa siano il lavoro e la vita che si svolge all'interno di quei laboratori. Etimologicamente, i negozi sono "armadi", magazzini di ogni genere di oggetti, ma sono anche quelle piccole stanze al piano terra dove si collocano impegno e passione. 
E, mai come oggi, il valore di quei negozi assume un significato particolare perché c'è il patrimonio indiscusso di ogni città, ma c'è anche ciò che non si perde oggi, a tutti i costi. Abbiamo quindi deciso di tralasciare per un momento lo studio approfondito dei negozi a Bologna come itinerario turistico, e trovare così un nuovo titolo...

lascia un commento

Acquista